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Comune di Serrara Fontana e S. Angelo

Serrara Fontana e S. Angelo: tranquillità e natura

Sant'Angelo d'IschiaÈ il meno popolato comune dell’isola ed il più alto, perché dal livello del mare si estende fino alla vetta dell’Epomeo. Il suo territorio è prevalentemente collinare e la popolazione è dedita soprattutto all’agricoltura. Da Fontana si raggiungere a piedi o in sella ad un mulo la vetta del monte Epomeo. Il centro più famoso del centro del comune è il villaggio di Sant’Angelo, vicino, con l’omonima torre, alla spiaggia dei Maronti ed alla sorgente di Cavascura.


IL PAESE
Il paese, diviso in due, raccoglie in se soprattutto la capacità di esprimersi e l’”umiltà” della natura. Particolarmente caratteristico l’antico borgo di Sant’Angelo.


L’AMBIENTE
Come il confinante Comune di Barano, Serrara Fontana è una successiva aggregazione di località marine e di ambienti collinari-montani. Ha una costa limitata ma con una formidabile concentrazione di bellezze naturali: Sant’Angelo, Cava Grado, la parte finale die Maronti con le Fumarole. Inoltre le terme: la sorgente di Cava Scura, a ridosso dei Maronti, e i Bagni Termali, a breve distanza dalla sorgente di Olmitello. Questo piccolo comune ha conservato, soprattutto nelle frazioni collinari, valori genuini: nelle costruzioni, nelle attività economiche, nel carattere della gente. È un tuffo nella spontanietà, ma anche in uno degli ambienti più spettacolari dal punto di vista panoramico e delle occasioni di scoperta che i tanti piccoli sentieri consentono.


Tra Cultura, Arte ed Evasione….


MONTE EPOMEO
(788 metri) Una splendida ed indimenticabile passeggiata tra percorsi di suggestione incredibile, a piedi o dorso di un mulo (viene noleggiato
Sant'Angelo panoramapresso la chiesa parrocchiale). Da qui lo sguardo può spaziare su tutto il golfo di Napoli e sull’intera isola.


EREMO DI SAN NICOLA
Sotto la vetta del monte Epomeo si trovano l’eremo e la chiesetta di san Nicola del XV sec., interamente scavati nella roccia. La chiesa è dedicata a San Nicola di Bari. Sull’altare vi è un bassorilievo de santo del 1504.


SANT’ANGELO
Un bellissimo borgo di pescatori, una vera e propria oasi di tranquillità. L’isolotto è alto 106 metri e legato all’isola da un istmo lungo 119 metri. In seguito vi fu costruita una torre di vedetta, della quale si vede ancora la parte inferiore e che fu distrutta dalle cannonate del 1809. L’accesso alle auto è vietato.


SANTA MARIA DEL CARMINE
Si compone di due navate. Di particolare interesse le tele della Madonna del Carmine e di santa lucia, nonché il marmoreo altare maggiore del XVIII sec. Dalla piazzetta si può osservare un bellissimo panorama.


L’EPOMEO
Guadagnare la vetta dell’Epomeo, a piedi o più comodamente a dorso di un mulo, consente al turista non solo di gioire di un panorama talmente straordinario da strappare esclamazioni di vera e profonda meraviglia, ma di vivere altresì un’avventura ben al di la di ogni limite fisico e naturale. L’Epomeo è avventura per la selvaggia bellezza del paesaggio che lo circonda, per il vasto silenzio, per i freschi sentori ed i dolci profumi mediterranei di cui è intriso, per l’incomparabile visione che da esso si gode e che accomuna coste, isole, mare, cielo e monti partenopei, anzi campani e laziali. L’Epomeo, denominato anche Monte Forte nel ‘7000, e dal popolo sempre San Nicola, è il rilievo più importante dell’isola. Furono contadini, probabilmente, quelli che in tempi antichi cominciarono a scavare nella roccia, a colpi di piccone, grotte o ripari per difendersi da pioggia e freddo; tali anfratti vennero ampliati e rifiniti nel corso del tempo, ricavando dalla massa tufacea cunicoli, gallerie e la chiesetta dedicata a San Nicola di Bari. Sulle verdeggianti pendici dell’Epomeo, in grotte, forre e dirupi, si rifugiavano gli abitanti dei dintorni al tempo delle invasioni ed in caso di pericolo; lì, in fosse profonde, si ammassava neve d’inverno per trarne ghiaccio d’estate, quando questo non era ancora p
Serrara Fontanarodotto artificialmente, allo scopo di mitigare l’arsura della sete e del sol leone; sulla cima del monte si accendevano i fuochi per segnalare l’avvicinarsi di navi nemiche o, più genericamente, situazioni di rischio o minaccia per gli isolani. Il turista che sale sull’Epomeo incontra lungo il percorso e sulla cima diversi caratteristici punti di ristoro, e può gustare, volendo, tipici piatti locali. La strada, partendo da Fontana, è asfaltata e di facile percorso, benché piuttosto erta; nella parte più elevata diventa una mulattiera, ma sufficientemente comoda. Chi può è bene che faccia a piedi l’intero tragitto: ne trarrà grande giovamento fisico, mentale e spirituale.

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